Buon pomeriggio!
Scusatemi tanto per questi giorni d'assenza.
Oggi volevo parlarvi di un libro scritto da un'autrice italiana che mi ha decisamente colpito soprattutto per come viene affrontato il tema dell'olocausto. Un libro che piano piano è riuscito a farmi davvero affezionare ai suoi personaggi.
Sto parlando di La mia amica ebrea.
Scusatemi tanto per questi giorni d'assenza.
Oggi volevo parlarvi di un libro scritto da un'autrice italiana che mi ha decisamente colpito soprattutto per come viene affrontato il tema dell'olocausto. Un libro che piano piano è riuscito a farmi davvero affezionare ai suoi personaggi.
Sto parlando di La mia amica ebrea.
La mia amica ebrea di Rebecca Domino
Trama:
Amburgo 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri. Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente. Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza. Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli eroi silenziosi: uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.
<<Tutto, tutto è diventato uni o: domani a quest'ora potrei essere morta, questa è l'unica certezza in quella che chiamo la guerra delle incertezze>>

Da quando è iniziata la seconda guerra mondiale si vive alla giornata, tutto è diventato unico. Josepha ha 15 anni e quasi non ricorda più com'era la vita prima della guerra.
Ogni notte aspetta di sentire il rumore delle bombe che cadono sopra la sua città.
Come si fa a dormire sapendo che da un momento all'altro una bomba potrebbe cadere sopra casa tua? Ma ormai dopo tanto tempo quasi ci si fa l'abitudine.
Josepha cerca comunque di andare avanti e vivere la sua vita. Passa le giornate insieme alle sue tre migliori amiche.
Loro parlano di tutto insieme, e molto spesso si sono ritrovate a pensare che forse domani potrebbero non essere più in vita.
A volte invece parlano degli ebrei. Una volta si spingono addirittura vicino a un campo di concentramento a vedere cosa succede lì dentro. Credono che sia giusto che stiano lì gli ebrei, del resto lo dicono tutti.
Ma tutto cambia quando la moglie e i figli -Rina e Uriel- di un vecchio amico del padre di Josepha bussano alla loro porta. E fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto di essere ebrei. Seffi ha paura, suo fratello Ralph prova disgusto e li vuole cacciare fuori, mentre il padre permette loro di rifugiarsi nella loro soffitta, senza farlo sapere a Ralph.
Seffi ha sempre saputo che gli ebrei sono come funghi velenosi. Ma ad un certo punto inizia a chiedersi il perchè. Cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo? Suo padre l'aiuterà a capire che in realtà sono esattamente uguali a noi.
Tra Rina e Seffi inizia una corrispondenza di lettere. E il loro rapporto cresce, piano piano. Iniziano a raccontarsi tutto come delle vere amiche. E senza neanche accorgersene Seffi non ha più paura degli ebrei perchè loro sono esattamente come lei.
<<Tu e Rina non siete un’ariana e un’ebrea, quelle etichette non hanno alcuna importanza.
Siete due ragazzine, due persone: due amiche.>>
La paura delle bombe, la paura della Gestapo, la guerra in corso e tutti gli altri infiniti ostacoli non riusciranno a impedire a Seffi e Rina di diventare migliori amiche.
<<Vai là fuori, Seffi, e vivi. Vivi anche per me. La tua amica, Rina>>
Seffie non lascerà mai da sola Rina. Fino alla fine le sarà accanto. La mia amica ebrea tiene con il fiato sospeso e fa sperare fino all'ultimo. È uno di quei libri che va letto. Va letto per ricordare.
Ma tutto cambia quando la moglie e i figli -Rina e Uriel- di un vecchio amico del padre di Josepha bussano alla loro porta. E fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto di essere ebrei. Seffi ha paura, suo fratello Ralph prova disgusto e li vuole cacciare fuori, mentre il padre permette loro di rifugiarsi nella loro soffitta, senza farlo sapere a Ralph.
Seffi ha sempre saputo che gli ebrei sono come funghi velenosi. Ma ad un certo punto inizia a chiedersi il perchè. Cosa hanno fatto di male per meritarsi tutto questo? Suo padre l'aiuterà a capire che in realtà sono esattamente uguali a noi.
Tra Rina e Seffi inizia una corrispondenza di lettere. E il loro rapporto cresce, piano piano. Iniziano a raccontarsi tutto come delle vere amiche. E senza neanche accorgersene Seffi non ha più paura degli ebrei perchè loro sono esattamente come lei.
<<Tu e Rina non siete un’ariana e un’ebrea, quelle etichette non hanno alcuna importanza.
Siete due ragazzine, due persone: due amiche.>>
La paura delle bombe, la paura della Gestapo, la guerra in corso e tutti gli altri infiniti ostacoli non riusciranno a impedire a Seffi e Rina di diventare migliori amiche.
<<Vai là fuori, Seffi, e vivi. Vivi anche per me. La tua amica, Rina>>
Seffie non lascerà mai da sola Rina. Fino alla fine le sarà accanto. La mia amica ebrea tiene con il fiato sospeso e fa sperare fino all'ultimo. È uno di quei libri che va letto. Va letto per ricordare.
4 stelline su 5! Leggetelo e non vi pentirete di nulla.
Vi lascio con questa canzone degli Audioslave, penso sia perfetta.
<<PS: Hai avuto una bella idea a riutilizzare la mia busta. Facciamolo fino a quando non cadrà a pezzi.>>
Vi lascio con questa canzone degli Audioslave, penso sia perfetta.
Be yourself degli Audioslave <3
<<PS: Hai avuto una bella idea a riutilizzare la mia busta. Facciamolo fino a quando non cadrà a pezzi.>>